SCHELLING


 Friedrich Wilhelm Joseph Schelling è stato un filosofo tedesco dell’Ottocento, vicino a pensatori come Fichte e Hegel. La sua filosofia nasce dal tentativo di capire come la natura e lo spirito, cioè il mondo fisico e la coscienza umana, possano essere in realtà due aspetti di una stessa realtà profonda.


All’inizio, Schelling parte dall’idea che tutto ciò che esiste deriva da un Assoluto, una sorta di unità originaria che sta alla base di ogni cosa. Questo Assoluto non è né solo spirito né solo materia, ma una realtà vivente che si manifesta in modi diversi. Da questa unità si sviluppa la natura, e poi, attraverso la natura, nasce la coscienza e la libertà dell’uomo.


Per Schelling, quindi, la natura non è qualcosa di morto o meccanico, ma una forza creativa, come un organismo vivente che tende a diventare spirito. In altre parole, la natura è “spirito addormentato”: quando diventa consapevole di sé, nasce l’uomo.


Un altro tema centrale è la libertà. Schelling pensa che il male e la libertà siano collegati: la libertà implica la possibilità di scegliere anche il male, e proprio questa possibilità rende l’uomo un essere vivo e autentico.


Infine, per Schelling l’arte ha un ruolo fondamentale. Egli crede che l’arte sia il modo più alto in cui l’Assoluto si rivela, perché unisce razionalità e intuizione, spirito e natura, in un’unica esperienza.




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